Un noccioleto con le reti stese a terra per la raccolta

Il capitolo agricolo

La nocciola
di Marzano

Mortarella, Camponica, San Giovanni. Tre cultivar e una noce, su colline che nessuno ha mai industrializzato.

Qui la nocciola non è un ingrediente: è il motivo per cui il borgo è ancora in piedi. Quattro Prodotti Agroalimentari Tradizionali portano il nome di queste colline, la Mortarella, la Camponica, la San Giovanni e la noce Malizia. La Mortarella è la più diffusa e dà carattere ad alcune delle specialità più riconoscibili della sagra.

Una nocciola Mortarella aperta a metà, con il gheriglio e le foglie di nocciolo
Guscio sottile, seme bianco avorio, sapore dolce con una nota amaricante che il calore fa sparire.

Le nocciole non si colgono dai rami. A fine luglio si stendono le reti intorno ai tronchi, poi si aspetta che il frutto cada da solo, quando è maturo. La raccolta comincia nella seconda metà di agosto e dura venti o trenta giorni.

Un filare di noccioli nei campi intorno a Marzano di Nola
Dopo la raccolta il frutto si essicca fino a un'umidità del 5-7%, poi si conserva al fresco.

Il terreno è vulcanico, leggero, ricco di potassio, tra i 200 e i 600 metri di altitudine. Le estati sono ventilate e le escursioni termiche concentrano gli aromi nel seme. Sono campi piccoli, spesso condivisi con ulivi e viti, lavorati dalle stesse famiglie da generazioni.

La scheda

Quello che c'è da sapere

Le varietà locali

Marzano di Nola vanta quattro Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) legati alla nocciola: la Mortarella, la Camponica, la San Giovanni e la noce Malizia. La Mortarella è la più diffusa, quella che ha dato identità al borgo e che caratterizza alcune delle specialità più riconoscibili della sagra.

La Mortarella: come si riconosce

Il frutto è medio-piccolo, di forma subcilindrica e leggermente compressa ai lati. Il guscio è marrone chiaro con lievi striature più scure, sottile quanto basta per aprirsi senza sforzo dopo la tostatura. Il seme è bianco avorio, compatto, molto aromatico. Il sapore è dolce con una nota leggermente amaricante che scompare con il calore: tostata, la Mortarella tira fuori tutto l'aroma, ed è questo che la rende riconoscibile.

È adatta tanto al consumo fresco quanto alla trasformazione industriale e artigianale: si usa per la pasta di nocciola, per i torroni, per i dolci al cucchiaio, per gli spaghetti alle nocciole che si trovano agli stand della sagra.

La pianta

Il nocciolo (Corylus avellana) cresce spontaneo in Campania dalla notte dei tempi. La Mortarella è una cultivar a maturazione precoce, con albero di media vigoria e portamento intermedio. È rustica: resiste bene al freddo, agli eriofidi e alle avversità stagionali. Un ettaro di noccioleto richiede in media 25 giorni di lavoro l'anno, un numero basso rispetto ad altre colture. Questa rusticità ha permesso alle famiglie di Marzano di mantenerla anche nei periodi economicamente difficili.

La raccolta

La raccolta inizia nella seconda metà di agosto e dura 20-30 giorni. Le nocciole non si colgono dai rami: si aspetta che cadano da sole, quando sono mature. I produttori stendono reti intorno ai tronchi a inizio stagione, poi raccolgono i frutti con rastrelli o macchine aspiranti. Dopo la raccolta, il frutto viene essiccato fino a un'umidità del 5-7% e conservato in luoghi freschi, ventilati, privi di odori estranei.

Il territorio e il microclima

La Mortarella dà il meglio di sé nei terreni vulcanici del Vallo di Lauro, tra i 200 e i 600 metri di altitudine. Il microclima qui è diverso dal Giffonese, la zona più famosa per la nocciola campana: più fresco d'estate, con escursioni termiche che concentrano gli aromi nel seme. Non è una produzione industriale. La maggior parte dei noccioleti intorno a Marzano è gestita da famiglie che lavorano gli stessi campi da generazioni, con metodi che cambiano lentamente.

Il riconoscimento IPIC 2025

Nel settembre 2025, alla vigilia della XIX edizione della sagra, la Regione Campania ha iscritto La coltura della nocciola di Marzano di Nola nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano. Non è un marchio commerciale. È il riconoscimento di un sistema di saperi, pratiche e relazioni sociali tramandate nel tempo, la stessa cosa che succede quando si iscrive una lingua, una danza, un mestiere. Il primo risultato concreto è stato quello di dare visibilità a una produzione che rischiava di essere dimenticata, e di aprire la strada a finanziamenti regionali per i campi sperimentali finanziati dal PNRR.

Uno stand della sagra con vasetti e sacchetti di nocciole

XX edizione · 25 e 26 settembre 2026

Vieni a settembre

Nei cortili trovi piatti tipici, ricette della cultura contadina e alcune specialità preparate con la nocciola Mortarella.